16 domande da fare al tuo consulente marketing prima di firmare.
Non serve metterlo alla prova. Serve capire cosa aspettarti — e queste domande ti dicono più di qualsiasi presentazione.
Nicola SerraoDigital Business Advisor10 min lettura22 Aprile 2026Strategia
Stai per investire migliaia di euro in una consulenza marketing. Il consulente ha fatto un’ottima presentazione, ha mostrato casi studio, ha detto le cose giuste. Ma le cose giuste dette bene non sono la stessa cosa delle cose giuste fatte bene.
Queste 16 domande non servono a “testare” il consulente. Servono a te, come imprenditore, per capire cosa stai comprando prima di firmarlo. Sono divise in 4 aree: cosa chiedere prima del contratto, come capire il suo metodo reale, chi risponde quando le cose non funzionano, e i segnali che dovrebbero farti fermare prima di iniziare.
Per ogni domanda c’è la spiegazione di cosa rivela la risposta — così sai esattamente cosa cercare.
Prima del contratto
Le domande da fare prima di firmare qualsiasi accordo.
1. Quante settimane prevede per la fase di analisi prima di proporre una strategia?
Perché chiederlo
Un consulente serio impiega 2-4 settimane solo per capire la situazione. Se risponde “iniziamo subito”, stai ricevendo una strategia template.
2. Chiederà accesso ai miei analytics esistenti prima di presentare qualsiasi piano?
Perché chiederlo
Senza guardare i dati storici, qualsiasi strategia proposta si basa sulle sue ipotesi, non sulla tua realtà.
3. Può mostrarmi risultati concreti — numeri, non solo testimonial — di progetti simili?
Perché chiederlo
I numeri contano. Un CPA migliorato del X%, un CPL ridotto di Y€. Se non ha dati, ha solo storie.
4. Cosa succede se i risultati non arrivano entro i tempi previsti?
Perché chiederlo
La risposta rivela quanto il consulente si sente responsabile dei risultati — non solo delle attività svolte.
Metodo di lavoro
Come lavora davvero, non come lo descrive nella presentazione.
5. Come viene condotta la fase di analisi dati? Quali strumenti usa e cosa cerca per prima cosa?
Perché chiederlo
La risposta deve essere specifica: funnel per step, CPA per canale, drop-off, LTV. Se è vaga, il metodo non c’è.
6. Intervisterà anche il team interno — commerciale, operativo, customer care — oltre a me?
Perché chiederlo
Le informazioni più utili sul cliente reale non stanno nell’imprenditore. Stanno nelle persone che parlano con i clienti ogni giorno.
7. Con quale frequenza e in quale formato riceverò aggiornamenti sulle performance?
Perché chiederlo
Report mensili con dati di piattaforma non bastano. Deve essere chiaro cosa viene misurato, ogni quanto, e come viene presentato.
8. Chi decide quali KPI usiamo per misurare il successo — e quando vengono stabiliti?
Perché chiederlo
I KPI devono essere decisi all’inizio, non scelti a posteriori in base a cosa è andato bene.
Struttura e responsabilità
Chi lavora davvero sul tuo progetto — e chi risponde quando qualcosa non funziona.
9. Chi lavora concretamente sul mio progetto? Il consulente con cui parlo o un team junior?
Perché chiederlo
Spesso il senior vende, il junior esegue. Non è necessariamente un problema — ma devi saperlo prima.
10. Se le campagne non performano, come viene gestita la revisione della strategia?
Perché chiederlo
La risposta dice tutto sulla cultura di accountability. “Ottimizziamo” è diverso da “ri-analizziamo le premesse”.
11. Qual è il processo decisionale per modificare il budget o fermare una campagna che non funziona?
Perché chiederlo
Deve esserci un processo chiaro. Budget bruciato senza trigger di stop è un problema di governance, non di creatività.
12. Come distingue tra risultati non raggiunti per colpa della strategia e risultati non raggiunti per fattori esterni?
Perché chiederlo
Un consulente maturo sa distinguere cosa dipende da lui e cosa no. E sa documentarlo.
Segnali d’allarme (red flag)
Le risposte che devono farti alzare la mano.
13. Garantisce risultati specifici — un ROAS minimo, un numero di lead garantiti?
Perché chiederlo
Nessun consulente onesto garantisce risultati in advertising. Il marketing opera su variabili che nessuno controlla completamente.
14. Propone una strategia completa già al secondo incontro, senza aver visto i tuoi dati?
Perché chiederlo
Impossibile fare una strategia fondata in meno di 2-3 settimane di analisi. Se arriva subito, è un template con il tuo nome.
15. Non ha mai chiesto accesso agli analytics o agli account pubblicitari esistenti?
Perché chiederlo
Lavorare senza guardare i dati storici significa iniziare da zero ogni volta. È inefficiente e costoso.
16. Parla solo di metriche di piattaforma (ROAS, CPM, CTR) e mai di KPI di business?
Perché chiederlo
Le metriche di piattaforma misurano azioni, non risultati. Se il consulente non distingue, c’è un problema di comprensione del business.
In sintesi
Il consulente giusto non ha paura di queste domande.
Un professionista serio accoglie queste domande come segnale di un cliente consapevole — non come un interrogatorio.
Le risposte vaghe o evasive sono già una risposta. Se non sa spiegarti il suo metodo, probabilmente non ne ha uno.
Non esiste il consulente perfetto. Esiste quello che sa dirti cosa non sa fare, quanto tempo gli serve, e come misurerete il successo insieme.
Porta queste domande al prossimo incontro. Non devi farle tutte — ma sapere cosa cercare nelle risposte cambia tutto.
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